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I soci fondatori di Banca Etica lanciano un appello

Crisi finanziaria: le proposte della società civile organizzata per rilanciare l'economia sociale nel segno dell'etica

Rilanciare la dimensione sociale del credito riconoscendo le buone prassi della Finanza etica; definire una normativa più stringente per i fondi pensione e gli investitori istituzionali affinché investano in soggetti socialmente responsabili. E ancora: pieno riconoscimento del ruolo delle organizzazioni della società civile; sostegno alla microfinanza come efficace strumento di inclusione finanziaria; rilancio di un welfare mutualistico che valorizzi al massimo il contributo della cooperazione sociale.

Sono questi i punti salienti dell'appello lanciato oggi da 13 organizzazioni della società civile italiana che hanno contribuito a dare vita a Banca popolare Etica, l’unico istituto di credito italiano che orienta tutta la sua attività secondo i principi della finanza etica e gestisce il risparmio di famiglie, singoli, organizzazioni private e pubbliche, orientandolo verso iniziative socio economiche che perseguono finalità sociali e che operano nel pieno rispetto della dignità umana e dell'ambiente.

I soci fondatori di Banca Popolare Etica – convinti che la drammatica crisi finanziaria ed economica possa e debba diventare un'occasione di pulizia e di rilancio di bune prassi in campo economico e finanziario - chiedono oggi al Governo e alle istituzioni di poter mettere le proprie esperienze positive al servizio di un ripensamento globale delle regole che sappia ridare fiducia e stabilità al nostro paese e orientare lo sviluppo verso la sostenibilità economica e sociale.

Leggi tutto l'appello, clicca qui.

*Arci, Acli, Agesci, Aiab, Cgm, Altromercato, Fiba-Cisl, Manitese, Mag2, Overseas insieme a Cnca, Legacoopsociali e Legambiente.