
SIAMO NELLA PIÙ GRAVE CRISI ECONOMICA CHE SI RICORDI.
Un evento prodotto e alimentato dall’esplosione incontrollata e senza regole di un’industria finanziaria globalizzata, che ha immaginato di dare vita ad un’economia di carta basata sull’indebitamento. Inevitabilmente la mega bolla finanziaria ha investito l’economia reale e sta producendo disastrosi effetti occupazionali con il rischio di un rapido processo di disgregazione sociale. Le cause di questa crisi sono ben identificabili: la dipendenza dal modello fossile di stili di vita che bruciano petrolio, la deregulation spinta dei mercati finanziari, l’esplosione dell’indebitamento e delle attività finanziarie, la compressione del reddito delle famiglie con il conseguente ricorso al credito, la nascita di una casta globale di super manager che ha contribuito a distorcere il ruolo dei mercati borsistici come punto d’incontro tra i risparmiatori (singoli e collettivi) e le imprese.
IL VERO MOTORE DELLA CRISI È STATA L’IPERFINANZA
un sistema in grado di lasciare libere le redini ai fondi altamente speculativi (hedge funds), ad una nuova categoria di investitori che hanno trasferito il loro rischio nelle imprese, appesantendole dei debiti (private equity), al mercato non regolamentato di derivati e opzioni che ha condizionato l’economia reale, soprattutto i prezzi delle materie prime, con effetti devastanti sui beni alimentari e sui Paesi del Sud del Mondo. Basti pensare che ancora oggi il valore dei derivati in circolazione è pari a 480 mila miliardi di dollari, oltre 10 volte il Pil (Prodotto interno lordo) di tutto il mondo. È indispensabile tirare giù la leva!
Mercati finanziari
1. Istituire un’autorità sovranazionale di regolazione dei mercati finanziari (che vigili su derivati, hedge funds, private equity, merchant bank, ecc.)
2. Abolire i paradisi fiscali
3. Limitare l’effetto leva di ciascun operatore (non superiore a 10 volte il valore del patrimonio in gestione) e le posizioni dei singoli operatori su uno specifico sottostante
4. Inserire un tetto alle forme di incentivazione alla vendita di prodotti finanziari per dirigenti, quadri e operatori del settore del credito e della finanza (es. 10% della retribuzione contrattuale lorda annuale)
5. Introdurre l’obbligo di trasparenza, verso la clientela, di tutte le forme di incentivazione extra-contrattuale per la compravendita di prodotti finanziari e di credito (mutui, fondi, obbligazioni ecc.)
6. Rivedere i criteri per la concessione del credito alle piccole e medie imprese e alle imprese sociali (revisione di Basilea 2), introdurre strumenti di garanzia per i crediti verso la Pubblica Amministrazione e aziende collegate o controllate
Fiscalità
7. Introdurre una tassa sulle transazioni e sui volumi scambiati sulle valute e sui prodotti derivati e similari, destinando gli introiti ai contributi per il raggiungimento degli obiettivi umanitari del Millennium Goal
8. Riequilibrare il prelievo fiscale tra conto corrente e obbligazioni capital gain (27% - 12,50%), raddoppiare la tassazione sulle commissioni pagate dai clienti nel caso di performance inferiori del 10% al benchmark e destinare le risorse aggiuntive per sostenere le erogazioni di microcredito
9. Incrementare il prelievo fiscale sui beni di consumo inquinanti ed energivori e destinare gli introiti a investimenti nel trasporto collettivo
10. Adottare una fiscalità premiale per gli investimenti socialmente responsabili individuali o in forma collettiva (esempio fondi pensione)
11. Introdurre una cedolare secca sugli affitti (es. 20%), un bonus per le fasce più deboli e il diritto all’abitazione primaria, attraverso l’istituzione, con gli introiti della cedolare secca, di un apposito fondo patrimoniale
12. Introdurre una fiscalità premiale per le aziende che si sottopongono a procedure di certificazione della responsabilità sociale e che mantengono i rating per almeno tre anni
Legalità
13. Abbassare il tasso soglia che fa scattare la normativa anti-usura, agganciandolo al tasso ufficiale della Bce con spread predeterminati, e rendere trasparente la filiera del denaro, penalizzando fiscalmente e normativamente l’utilizzo del denaro contante e degli assegni per ostacolare il circuito dell’economia criminale
14. Reintrodurre l’obbligo di esercizio dell’azione penale per il reato di falso in bilancio
15. Incentivare lo sviluppo delle attività economiche con e sui beni confiscati alla criminalità organizzata (con obbligo di assegnazione entro sei mesi, snellendo anche il superamento delle ipoteche sui beni e creando appositi fondi pubblici per lo sviluppo di attività imprenditoriali)
16. Limitare la produzione e l’esportazione di armi ai Paesi che garantiscano l’assenza di conflitti nelle proprie aree di influenza, che abbiano un elevato tasso di coesione sociale interna e democrazia, e salvaguardino la libertà di espressione e di culto, limitino il possesso delle armi, si sottopongano alla vigilanza delle Nazioni Unite e siano impegnate in un percorso di disarmo, con particolare attenzione al nucleare, ai gas tossici e alle bombe cluster
Sostenibilità
17. Affidare alle autorità di garanzia il controllo dei prezzi delle materie prime energetiche e alimentari al fine di assicurare l’accesso a valori costanti da parte degli operatori non finanziari
18. Introdurre una specifica normativa sui compensi dei manager con un tetto al moltiplicatore rispetto alle retribuzioni medie dei lavoratori (per esempio non più di quindici volte comprese le stock options con vincoli sociali obbligatori)
19. Stabilire per legge che i beni comuni (acqua, luce, gas, reti di comunicazione e trasporto collettivo) devono essere al riparo dalla speculazione finanziaria, restituendo all’acqua il “valore di bene accessibile per diritto a tutti gli uomini e le donne”
20. Incentivare prodotti finanziari orientati al consumo eco sostenibile (es. eco prestito per ristrutturazioni delle abitazioni in chiave di risparmio energetico), qualificare con precisi regolamenti i prodotti e servizi che possono etichettarsi come etici e istituire un’Authority per la Responsabilità sociale
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