Oro giallo, vento e futuro
Di energie rinnovabili si fa un gran parlare: molti gli esperti, molte le soluzioni, molti i propositi. Sta di fatto che su queste fonti alternative e sostenibili, per noi e per le generazioni future, non c’è unanimità di intenti e di azioni. La domanda è: manca la volontà politica di farsi carico della responsabilità del futuro? Probabilmente si. Chi ci sta seriamente lavorando ha pochi mezzi e poco potere a disposizione, mentre i grandi gruppi economici – petroliferi e non solo – fanno un po’ di rumore, ma per nulla. Nel mondo solo lo 0,9 per cento, del totale dei fondi spesi per la ricerca, è dedicato all’energia mentre progetti innovativi giacciono dimenticati e rispolverati in occasione di convegni durante i quali si fa il punto. Ma senza a capo.
Il premio Nobel Rubbia da anni propone lo sfruttamento del sole del deserto sahariano. L’idea più recente è quella di un parco solare di 210 kmq – un millesimo dei deserti esistenti, poco più grande di metà della pianura padana – che potrebbe raccogliere, dice lui, 15 terawatt di energia, quanti ne consuma l’intera umanità. Perché non stiamo tutti verificando la fattibilità di questo progetto? Il nuovo oro giallo per ora ha stimolato l’imprenditorialità degli spagnoli, progettisti di una creatura solare, chiamata Ps10, che in 120 mq produce 10 megawatt. E Algeria e Marocco corrono con la Spagna. Poi ci sono Tunisia, Egitto e Libia, più Israele e Emirati Arabi, tutti impegnati nella ricerca. E il resto del mondo? Ben lontano da un concreto investimento di risorse sufficienti a dare la svolta, il mondo ricco e industrializzato ci fa dire da altisonanti centri studi che nulla potrà mai eguagliare la produzione di energia da fossili, e che ogni alternativa è pura utopia. Sarà, ma noi siamo convinti che lo stato dell’arte ci imponga di provare, di cercare alternative a quei 100 miliardi di barili di petrolio che servono a produrre energia. I barili saranno 115 miliardi nel 2010: siamo sicuri che non occorra ripensarci?
La finanza etica, con la sua attenzione primaria alle persone e all’ambiente, cerca soluzioni che attraverso la leva del denaro possano concorrere a uno scenario sostenibile. Noi di Banca Etica abbiamo fatto del risparmio energetico, un pilastro della nostra azione, insieme all’housing sociale e al microcredito.
Abbiamo creato Innesco, una esco (energy service company), che ha tutte le caratteristiche di un progetto innovativo e sostenibile perché unisce l’attenzione per le risorse del pianeta alla sensibilità per l’inserimento sociale, attraverso il lavoro di categorie svantaggiate. Da anni abbiamo scelto di aiutare i comportamenti “sostenibili” dei consumatori, per noi risparmiatori consapevoli, con prodotti leader su interventi di efficienza energetica ed installazione di impianti di energia da fonti rinnovabili. Finanziamo coloro che intendono dotarsi di impianti tecnologici basati su geotermia, eolico, biogas, biomassa e idroelettrico, e premiamo con una riduzione del tasso di interesse le soluzioni di massima efficienza e l’utilizzo di imprese installatrici certificate.
Promuoviamo l'acquisto e l'installazione di pannelli fotovoltaici con finanziamenti fino al 100% mentre l’ultimo e innovativo prodotto si chiama “Conto Energetico”, un conto corrente a rientro di durata ventennale i cui rimborsi sono tarati sull'incentivo pubblico del Conto Energia e sui risparmi in bolletta di cui beneficeranno i clienti che si dotano di piccoli impianti.
E così via su ristrutturazioni di immobili e scelte di consumo sostenibili.
Il concetto di fondo è quello di finanziare esclusivamente iniziative economiche che siano 'ecologicamente sostenibili' o meglio che conservino integro il capitale naturale non intaccando le capacità degli ecosistemi di rigenerarsi.
Speriamo che il nuovo governo si investa, anima e corpo, nella battaglia per la ricerca e l’implementazione di produzioni alternative, economicamente sostenibili e non distruttive degli equilibri ambientali. Noi di Banca Etica rendiamo disponibili le competenze e la sensibilità che ci distinguono e che si alimentano dei mille stimoli che ci vengono dalle nostre reti sociali, che poi significa, dal mondo reale.
Fabio Salviato
Presidente di Banca Popolare Etica
Pubblicato sul supplemento Energie Sostenibili uscito in allegato al numero 61 di Valori